Gates: Windows da lavoro, linux no
April 25, 2007
Dalla Malaysia il chairman di Microsoft ammonisce i governi e le imprese che scelgono il software open source avvertendoli che questo modello di sviluppo uccide il lavoro e frena lo sviluppo
Putrajaya (Malaysia) – Arrivano ancora una volta dall’Asia meridionale, tra i mercati più fertili per l’open source, gli ammonimenti di Bill Gates a quei governi che decidono di accantonare il software proprietario per abbracciare l’alternativa open.
Durante una recente visita in Malaysia, Gates ha ribadito alle autorità e agli imprenditori locali che il software open source non è la strada che possa portare alla creazione di nuovi posti di lavoro e allo sviluppo economico.
“Chi sviluppa software open source non crea né nuovo lavoro né proprietà intellettualiâ€, ha affermato il chairman di Microsoft ad una platea di circa 3.000 professionisti del settore. “Sviluppare codice aperto non può essere un’attività lavorativa a tempo pieno. Se volete regalare il vostro software dovrete lavorarci la notteâ€.
L’urgenza di Gates è quella di persuadere i governi dei paesi ad economia emergente, come quello malese, che Linux e il software open source non rappresentano una alternativa possibile alla pirateria semplicemente perché, a detta del re del software proprietario, al pari di quest’ultima finisce per danneggiare l’intera economia.
“L’open source è tipicamente incompatibile con un approccio capitalista al mercato. Non è l’open source ma Windows il software che ha aperto all’Asia nuove opportunità economiche, quali quelle legate ai computer e alla costruzione di chipâ€, ha proclamato Gates, che ha poi aggiunto come solo il software proprietario possa “far nascere nuovi posti di lavoro altamente retribuitiâ€.
Riproponendo poi uno dei suoi cavalli di battaglia, il “seamless computingâ€, Gates ha affermato che “l’open source non può garantire la compatibilità con il passato né il tipo di integrazione che offre la nostra piattaformaâ€.
Le argomentazioni del fondatore di Microsoft riprendono quelle esposte di recente da Chris Sharp, director for platform strategy di Microsoft per l’area Asia-Pacifico, il quale ha affermato che investire nel software open source significa “buttare via denaroâ€.
Oltre all’open source, l’altro grande problema che deve affrontare Microsoft è la pirateria, un fenomeno che in paesi come la Malaysia, la Tailandia e la Cina assume proporzioni record. Proprio poche settimane fa Gates ha dichiarato che il primo nemico di Microsoft non è l’open source ma, per l’appunto, il software copiato. Per combattere il mercato nero, Microsoft sta collaborando con diversi governi locali per avviare campagne informative, approvare leggi più severe e offrire agevolazioni economiche.
“Quello che stiamo facendo capire a questi governi – ha detto Gates – è che se la gente non paga il software, lo stato deve rinunciare alla riscossione di una cospicua porzione di tasseâ€.
A tal proposito il boss di Microsoft si è augurato che il tasso di pirateria, a suo dire in calo un po ‘ in tutti i paesi asiatici, possa presto ridursi anche in Cina. “Dopo tutto – ha detto – è il secondo mercato al mondo di PC!â€.
Fra le armi con cui Microsoft spera di contrastare la pirateria e il software open source c’è Windows XP Starter Edition, una versione del proprio sistema operativo desktop che, a fronte della mancanza di qualche funzionalità , verrà proposto ad un prezzo decisamente più appetibile. La versione “lite†di Windows XP sarà commercializzata a settembre in Malaysia e Tailandia al prezzo di 36 dollari a copia. Versioni alleggerite di Windows e Office si trovano già preinstallate su alcuni PC venduti in questi paesi.
fonte: puntoinformatico.it
Io la vedo come una mossa disperata (come tante altre) che la M$ sta facendo per provare a eliminare il suo concorrente più pericoloso: linux. L’unica cosa che potrebbero fare, a parer mio per risollevare la situazione, è mettere windows gratuito…











